martedì 19 gennaio 2010

Anche i master protagonisti all’Assemblea del Comitato Lazio

19/01/2010

Anche i master protagonisti all’Assemblea del Comitato Lazio

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Saranno premiati campioni mondiali, italiani, regionali nel pomeriggio di venerdì 22 gennaio al “Salaria Sport Village”. Uno speciale riconoscimento ai master rosa.
di Pino Lattanzi



Da Londra a Boston, dal Tamigi al Charles, dal Worthersee a Varese, passando per Vienna e Piediluco. Sono tanti i chilometri che gli atleti e le atlete master del Lazio hanno fatto per inseguire il sogno di una vittoria con la determinazione dei grandi campioni. Sono persone che fanno del remo una ragione di vita. Sono un esempio da seguire perché il loro impegno è genuino, autentico. "Bisogna averla nel cuore e nella testa questa classica del remo mondiale per poterla interpretare al meglio, ammette Giuseppe D’Amico del CC Aniene al proposito della Head of the River sul Tamigi, ribadendo che nel canottaggio occorre, far bene, remare bene,dare e darsi". Come, poi, non rimanere ammirati del "…il solito paio di otto strabilianti ad almeno due colpi in meno di noi ti sfilano a dritta o sinistra con una naturalezza che non si immagina". Ma per il master "Impossible is nothing", nulla è impossibile perché, continua lo stesso D’Amico "...dopo aver lavorato tutto il giorno il mio primo pensiero non è quello di tornare a casa e godermi il meritato riposo, no, io vado al circolo ad allenarmi, con il remergometro o con la barca, il canottaggio è il mio stimolo, la mia passione".

Sempre al proposito di Londra e del suo fiume Andrea Pinci del CC Tirrenia Todaro confessa "…è la prima volta che partecipo a questa manifestazione e voglio godermi l'ambiente: entro al Vesta Rowing Club ne calpesto le consunte tavole, prendo anche uno di quei caffè fumanti nel bicchierone di plastica per essere il più possibile inserito nell'emozione, esco sul terrazzo e mi godo per qualche istante la preparazione delle barche sulla riva del fiume". L’animo poetico del vogatore lascia poi le considerazioni romantiche per essere nel pieno della regata: "Si rema verso la partenza, lasciamo Putney Bridge dove avevamo preso la barca e risaliamo il corso del Tamigi. Una serie di circoli di canottaggio si scoprono lungo il percorso, tutti hanno barche pronte a partire, è uno spettacolo magnifico". E poi "…si parte, la gara è combattuta, veniamo superati da barche che volano, ma noi non ci scoraggiamo, tagliamo il traguardo provati ma contenti. La posizione finale ? Ma vi pare che un sogno si misuri a minuti?". Sognare, vivere l’avventura del canottaggio è quello che contagia i giovanissimi vogatori che si incontrano nelle società remiere, per loro il master è l’amico che ti sta vicino durante i momenti cruciali che precedono la prima regata, che ti insegna i piccoli trucchi del mestiere, che ti chiede di non mollare. Gli atleti master sono importantissimi nei sodalizi perché, oltre a finanziare il canottaggio, offrono il loro bagaglio di esperienza e l’entusiasmo mai sopito di chi rimane legato ad un fiume, ad un lago, ad un equipaggio.

E così anche Luca dell’Elice, sempre del Tirrenia, sulle rive del Worthersee in Carinzia non può fare a meno di esclamare: "l'organizzazione è fantastica, con il pulman veniamo trasferiti alla partenza a Velden, siamo italiani, croati, francesi, inglesi, austriaci, svizzeri, cechi! Tutti a ringraziare i buon Willi organizzatore ed atleta contemporaneamente. E poi c’è sempre la regata" Scendiamo in acqua ora siamo con noi stessi, riscaldamento 10, 20, 30 colpi, sono pronto, caldo - Via! Scatto felino e mi porto avanti e stiamo li fino ai mille poi calo perché' non so cosa mi aspetta, penso, mi rilasso mentalmente arrivo al primo riferimento, vado bene, penso di essere circa ottavo, non mollo". Sorprendente è poi la resistenza di questi veterani. Confessa lo stesso Dell’Elice: " …in 36 ore 1800 kilometri, regate in due nazioni, che dire il movimento master c'è, ma molto è ancora da fare". Oltretutto gli impegni agonistici non si fermano alle "scampagnate" nei luoghi più belli del Mondo. Risponde deciso Giuseppe D’Amico: "E come mancare alle gare regionali e nazionali? Non solo vi partecipiamo per passione, ma approfittiamo anche dell’occasione per poter ritrovare amici e compagni!". Premiare i master, quindi, si deve. L’assemblea regionale del Comitato Lazio è il momento dei bilanci, ma anche e soprattutto è il momento per dire grazie a questi intramontabili atleti.

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